LEGGENDA DELLA VIA LUMINOSA SUL LAGO - CHIUSI

Era Mustiola dell'imperiale stirpe dei Claudi. Bella sopra tutte le giovinette romane aveva, non ancora quindicenne, abbracciata la luce del Vangelo, e scelto Cristo come suo sposo.
Claudio II, l'Imperatore - era suo zio e aveva per lei una specie di fanatica adorazione; Mustiola viveva piuttosto appartata da ogni divertimento, da ogni compagnia. L'Imperatore allora dubitò che la nipote professasse, in segreto, quella fede dei cristiani da lui tante volte maledetta e perseguitata. "Tu sei cristiana ?! - le chiese una mattina pieno di stizza; Mustiola, alzando la fronte in faccia allo zio, con la dolcezza consueta, rispose. "Si, sono felice di essere cristiana…". "Vattene - gridò l'Imperatore - via lontano da me !" - e chiamati i soldati la fece imprigionare. Nella notte una luce abbagliante le rifulse davanti e una voce dolcissima scendendo dal cielo le diceva: - Va, Mustiola, alla città di Chiusi e predica il mio Vangelo, battezza nel mio nome !". Brancolando ella si alza, e all'improvviso le catene che tenevano avvinti ai ceppi i suoi piedi, si spezzano, le porte si spalancano, ed ella cammina sotto il lume delle stelle, nella notte di estate. Al mattino, non appena l'Imperatore seppe della misteriosa scomparsa di Mustiola, ordinò ai soldati di effettuare le più accurate ricerche. Intanto Mustiola, a grandi tappe, era giunta nei pressi della città che il Signore le aveva additato. Quando Mustiola si accorse di non essere più inseguita, levò gli occhi al Cielo e disse: "Signore, insegnatemi la mia via"; subito le brillò nella mente il pensiero di levarsi il mantello, stenderlo sulle acque e di salirci sopra come in una sicura barchetta…
Il Signore ogni anno rinnova il miracolo della via luminosa sul lago, e la notte del tre luglio sulle acque si stende una striscia d'oro a indicare che i Santi passarono nella vita tracciando una bionda strada.

(da Idilio Dellera)

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